lunedì 30 agosto 2010

l’ordine

scritto nella categoria annotazioni da fortunecat

una semplice ed innocente opinione: siamo troppo indulgenti con tutte le religioni. un conto è la fede in un dio, in un “ordine trascendente delle cose”. quello nonostante sia ateo posso anche capirlo.

alla base della fede c’è una visione finalistica del mondo; chi crede in dio in fondo ritiene che dietro il concatenarsi degli eventi ci sia una ragione ulteriore e un fine da compiersi. una ragione ed un fine che si esauriscono nella divinità.

chi non crede nega la possibilità di una trascendenza e di un ordine che non sia quello immanente, fatto di semplici legami di causa ed effetto.

ma le processioni con il santo e i ceri, le assurdità del vaticano che dice che il preservativo non debba essere usato, il ramadan e il velo delle donne, i cappellini degli ebrei?

questa è solo ritualità, queste religioni non più il loro senso originario. tolto dio resta solo il folklore.

venerdì 30 luglio 2010

l’artefice

scritto nella categoria annotazioni da fortunecat

l’ultimo risultato della mia riflessione notturna: ho avuto la grande fortuna di non essere fortunato. ed è un pensiero che non rientra nel più generale “ognuno dovrebbe accettarsi per quello che è”.

l’intelligenza è la capacità di risolvere problemi? forse, o almeno: questo è il primo passaggio. e mi rendo conto che senza il problema non c’è la soluzione, e neppure l’artefice della soluzione. una porta aperta non ha bisogno di chiavi.

ma cosa accade quando i problemi diventano cento, mille? questo è il secondo passaggio. l’intelligenza è anche la capacità di scegliere quali problemi risolvere, quali meritano una soluzione, quali no.

ma meritare cosa? se la soluzione è un premio, una corda sciolta sarebbe in un certo senso migliore di una corda annodata. non ha molto senso.

allora aspettiamo – e le porte restano chiuse? no, perché in fondo posso perdermi anche restando fermo.

è tardi ora. rimandiamo la discussione sul senso ad un’altra notte…

martedì 6 luglio 2010

il nome

scritto nella categoria annotazioni da fortunecat

mi stendo sul letto per un attimo in silenzio. avevo otto o nove anni. ho sempre avuto una grande passione per l’astronomia, iniziata guardando le figure delle stelle e delle galassie sui libri.

poi spinto dalla curiosità avevo letto “dal big bang ai buchi neri” di hawking, poi un libro sulla relatività, poi avevo comprato altri libri e persino delle videocassette (forse sono ancora in soffitta).

perdevo giorni e giorni fantasticando sui paradossi del tempo.

* * *

nei pressi di casa di mia nonna abitava un signore anziano, molto schivo. mi invitava spesso a casa sua, ed io bambino gli raccontavo la mia favola irreale, ore e ore per parlargli di come nasce e muore una stella, dei quasar, del cielo che vedeva tutti i giorni ma di cui mai aveva sentito la storia.

mi guardava così stupito. la moglie e i suoi figli lo avevano lasciato per qualche motivo a me sconosciuto, e lui viveva solo con tantissimi cani.

anche io temo d’essermi dimenticato il suo nome…

domenica 27 giugno 2010

l’inventario

scritto nella categoria haiku da fortunecat

sei o forse sette

la misura dei passi


fra me e la pioggia…

* * *

e riprende il conto. perché di numeri è fatto – l’assurdo inventario del passato.

martedì 15 giugno 2010

simbolo

scritto nella categoria annotazioni da fortunecat

fintanto che un simbolo è vivo, è espressione di una cosa che non si può caratterizzare in modo migliore.

il simbolo è vivo soltanto finché è pregno di significato. ma quando ha dato alla luce il suo significato, quando cioè è stata trovata quell’espressione che formula la cosa ricercata, attesa o presentita, ancor meglio del simbolo in uso fino a quel momento, il simbolo muore.

C. G. Jung

mercoledì 24 marzo 2010

sottesa

scritto nella categoria tanka da fortunecat

città sottesa

dalla luna – e mi tocco

non fossi anch’io

che un cerchio di vertigini

nella sera di marzo…