nottata
allucinata
notte, sembra che d’altri
sia l’esistenza
note: un haiku su una notte lunga e insonne.
allucinata
notte, sembra che d’altri
sia l’esistenza
note: un haiku su una notte lunga e insonne.
con la notte il mare torna l’occhio vitreo del silenzio. la rimembranza di una vita mai vissuta. e di cui nulla si racconta. ammainate le vele, fratelli.
note:
è una poesia in prosa. il silenzio, l’incomunicabilità. nella bonaccia, senza onde, sembra impossibile individuare una direzione. il mare diviene così un simbolo del vuoto.
l’unico appiglio resta la solidarietà dei propri simili. da qui l’invocazione finale ad “ammainare le vele”, a fermarsi per poi proseguire il viaggio assieme.
rintocchi… e il vento
toglie il nome alle cose
riecheggia il giorno
note:
il tempo spersonalizzante, scandito dai rintocchi dell’orologio che riecheggiano in una città vuota. con il suo incedere cancella le memorie, persino i nomi delle cose.
le imposte chiude
la pioggia ad una ad una
tremula sera
donzella d’infinita
nèssile chioma nera
(per gli occhi di chimera
d’Amor ch’attorno spira
di grazia è redimita
pur l’ombra ch’ella mira)
note:
fanciulla dall’infinita e intrecciata (nèssile) chioma nera: persino l’ombra al suo sguardo si trasforma. persino l’oscurità pare vestita, incoronata (redimita) di grazia dai suoi occhi che rendono tollerabile ogni male.
come riferimento: il sonetto di dante: “ne li occhi porta la mia donna Amore” in cui è affrontato lo stesso tema, la donna fa divenire nobile tutto ciò che osserva.
anche questa è una sestina di settenari. lo schema delle rime è ABBCAC.