fortunale
…la città marittima si fa vuota
quando l’ombra scura che il vento aduna
copre ogni casa, ogni strada e le svuota
ad una ad una…
* * *
(cantaci, o luna, l’amore che ritorna – non sia quest’azzurro infinito un via vai d’esistenze strappate, poi ributtate nel nulla…)
note:
il sopraggiungere della tempesta svuota le strade. il male genera solitudine, alza un muro di incomunicabilità fra gli uomini e priva l’esistenza di significato.
da qui l’invocazione alla luna. e nuovamente la contrapposizione tra il tempo lineare e il tempo circolare rappresentato dall’ “amore che ritorna”.
la triste serenità con cui viene accolta la tempesta è cristallizzata nella prima strofa saffica a rima alternata. la soprannaturalità dell’atmosfera è ottenuta anche con il riferimento all’epiteto di zeus “adunatore di nembi”. nella seconda parte viene abbandonato ogni metro per un’invocazione più libera e intensa.


