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giovedì 24 settembre 2009

fortunale

scritto nella categoria poesie da fortunecat

…la città marittima si fa vuota

quando l’ombra scura che il vento aduna

copre ogni casa, ogni strada e le svuota

ad una ad una…

* * *

(cantaci, o luna, l’amore che ritorna – non sia quest’azzurro infinito un via vai d’esistenze strappate, poi ributtate nel nulla…)

note:
il sopraggiungere della tempesta svuota le strade. il male genera solitudine, alza un muro di incomunicabilità fra gli uomini e priva l’esistenza di significato.

da qui l’invocazione alla luna. e nuovamente la contrapposizione tra il tempo lineare e il tempo circolare rappresentato dall’ “amore che ritorna”.

la triste serenità con cui viene accolta la tempesta è cristallizzata nella prima strofa saffica a rima alternata. la soprannaturalità dell’atmosfera è ottenuta anche con il riferimento all’epiteto di zeus “adunatore di nembi”. nella seconda parte viene abbandonato ogni metro per un’invocazione più libera e intensa.