la chiave
dieci giorni. alla ricerca della trama incompiuta che lega le parole, i singoli gesti. apparentemente privi di senso. non l’intenzione individuale, che guarda in uno spazio limitato. ma l’idea, l’imprinting che deriva dal fatto di essere immersi in un contesto.
e chiamandosi fuori da quel contesto, passando dalla parte del semplice spettatore: ecco apparire quella trama, quella certezza di essere inscritti in un orizzonte comune.
la paradossale chiave di comprensione, che non apre nessuna porta. perché spesso sembra che per capire il mondo sia necessario guardarlo, e continuare a guardarlo: solo da lontano.
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Elena ha sussurrato:
Ho provato a guardarlo da lontano ma ancora non afferro la chiave per decifrare il suo codice…
27 gennaio 2010, 13:44
fortunecat ha sussurrato:
è davvero strano. per capire gli altri dovresti osservarli da lontano. ma questa comprensione non ti serve a nulla se ha come effetto solo lo straniamento.
mi ha fatto davvero piacere la tua visita.
27 gennaio 2010, 22:51
patamu ha sussurrato:
E’ vero. La distanza ci da un’altra visione.
Un poeta russo scriveva “Viso al viso non si vede il viso, la particolarita’ si vede alla distanza”
Scusate la traduzione, cercavo di essere piu vicino al originale. Insomma quando siamo vicini, non lo aprezziamo.
3 marzo 2010, 11:26
fortunecat ha sussurrato:
grazie per la visita e per la citazione

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3 marzo 2010, 12:14